INVERNO
NELLA VALLE MAIRA
La
stagione invernale in Val Maira offre ottime possibilità per chi pratica lo sci
escursionismo e lo sci alpinismo, ma è lo sci di fondo che trova ampio spazio
sui tracciati della valle, che costituiscono quasi una spina dorsale sciistica
lungo la quale si trovano alberghi, affittacamere, aziende agrituristiche,
posti tappa, rifugi, ristoranti, trattorie, locande tipiche occitane e bed and
breakfast. C'è inoltre la possibilità di fare escursioni con le ciaspole,
di
pattinare sul ghiaccio, scalare le cascate ghiacciate ed ad Acceglio praticare
lo snowtubing..
Per
lo sci di fondo c’è Una pista di 50 km che si snoda tra Ponte Marmora e
Chiappera.
Altri interessanti circuiti localizzati nei valloni laterali di Canosio ed Elva assicurano allo sciatore una totale immersione nello splendido scenario della Valle Maira.
Altri interessanti circuiti localizzati nei valloni laterali di Canosio ed Elva assicurano allo sciatore una totale immersione nello splendido scenario della Valle Maira.
Più
di 100 itinerari
da percorrere con gli sci e le pelli di foca lungo
una valle dagli stupendi scenari. Una valida alternativa alle superaffollate stazioni turistiche invernali.
una valle dagli stupendi scenari. Una valida alternativa alle superaffollate stazioni turistiche invernali.
Le
racchette danno ancora oggi un gusto d’avventura e di scoperta.
La
pista di pattinaggio su ghiaccio naturale di Acceglio
è aperta tutti i sabati e le domeniche d'inverno
orario 15.00 - 18.30 e 21.00 - 23.30.
è aperta tutti i sabati e le domeniche d'inverno
orario 15.00 - 18.30 e 21.00 - 23.30.
Lo
snow tubing offre un'alternativa anche a chi non pratica lo sci,
ma
desidera divertirsi e godersi la neve scendendo le facili piste
con
degli appositi gommoni realizzati appositamente per resistere
alle
sollecitazioni sulla neve. Adatto a famiglie e principianti.
Ilona
e Rebecca
EVENTI IN VALLE MAIRA
Settima edizione de Il Ciciu d’Oro, manifestazione canora dedicata ai bambini,
sabato 19 ottobre alle ore 21 presso la Sala Polivalente di Villar San
Costanzo. Serata a scopo benefico a favore dell’Associazione “ABIO” che
opera nel reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.
Durante la serata vi sarà un intrattenimento di magia a cura del mago Alby.
Ingresso libero.
FESTEGGIAMENTI D'AUTUNNO A SAN DAMIANO MACRA
Venerdì 25 ottobre: alle ore 21 presso il salone parrocchiale G. Allemandi,
la Compagnia teatrale Filodrammatica Dronerese presenta “Coma fè fora l’
arditera” regia di Elide Arsento Isaia. Ingresso libero.
Sabato 26 ottobre: 23^ Rassegna Corale “ Chanto l’outoun”, rassegna di canti
della tradizione montanara organizzara dal Gruppo Corale La Reis di San Damiano
Macra, con la partecipazione del Coro Capo Mele di Laigueglia (Sv) e del Coro C.
A.I. Piacenza, in concerto alle ore 21 nella Chiesa Parrocchiale SS. Cosma e
Damiano di San Damiano Macra. Ingresso libero. Info: www.lareis.
com, info@lareis.com, Tel. 0171 900210, pagina Facebook La Reis.
Domenica 27 ottobre: Fiero del Quatre – XXVII^ Festa dell’autunno. Dal
mattino, per tutto il giorno, in Piazza Caduti, mostra mercato dei prodotti
locali e rievocazione degli antichi mestieri della tradizione montanara. Nel
pomeriggio, sotto l’ala comunale, musica e balli occitani con i Roussinhol.
Ospiti della rassegna Lucignolo in Valle Maira con i propri asinelli, a
disposizione per divertire i più piccoli. Distribuzione di mundai e vin brulé.
ALLA SCOPERTA DELLA VALLE VARAITA LE FESTE
La valle Varaita è molto famosa per le sue feste. La regina di tutte è senz’altro la Bahio!
Ormai famosa in tutto il Piemonte e non solo, la Bahio si festeggia ogni 5 anni a Sampeyre, ha origini molto antiche ( risalenti attorno al 975 o al 980) e rappresenta la cacciata dei saraceni dalla valle. La Bahìo è composta da quattro cortei (o "eserciti"), provenienti dal capoluogo e da tre sue frazioni: Rore, Calchesio, e Villar. Ogni corteo è composto dalle proprie maschere che si differenziano tra di loro e anche le parti femminili sono interpretate da soli maschi. Il momento di comunicazione più profondo tra pubblico e interpreti è il ballo. La Valle Varaita è infatti considerata, con la Vermenagna, il più importante centro del mantenimento e della riscoperta delle tradizioni occitane, dove si sono conservati molti balli. La festa inizia due domeniche precedenti al giovedì grasso e termina il giovedì grasso.
Quindi consiglio a chiunque abbia letto questo articolo di non prendere impegni per il 2017 per poter partecipare a questa festa tradizonale! Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale: http://www.ghironda.com/vvaraita/rubriche/baio.htm
CABRAS: IL COMUNE DELLA BOTTARGA
Cabras,
è un comune in provincia di Oristano, situato nel Medio Campidano, sulla riva
sinistra dello stagno Mari Pontis .Grazie a questo stagno, è possibile
l’allevamento dei muggini, che trovano l'ambiente salmastro ideale
ed è qui che viene prelevato in modo razionale attraverso delle antiche ma
efficacissime peschiere (o valli). Nel periodo che va da settembre a ottobre
vengono prelevati gli esemplari femmine, che ivi si radunano per la
riproduzione, ed è da questi che si estrae la "bottarga", ossia le
sacche ovariche intere.
A Cabras vi sono numerose chiese da visitare,
ma le attrattive più interessanti sono:
-il villaggio punico di Tharros, uno dei più
importanti siti archeologici della Sardegna.
-le spiagge della penisola del Sinis, un litorale ancora per larghi tratti non
costruito nel quale spiccano per bellezza le bianche distese di sabbia di Is
Arutas.
Lo stagno di Cabras è infine
noto per la presenza di numerosi uccelli acquatici fra cui i fenicotteri rosa.Ora vi presentiamo un piatto tipico della città,
La
bottarga sono uova di muggine o di tonno salate, pressate e fatte essiccare, prodotte in provincia di Oristano. Queste uova
vengono affettate o condite con olio, oppure vengono aggiunte al sugo di
pomodoro, per dargli un sapore deciso.
Il
sugo di bottarga viene utilizzato sugli
spaghetti o sui malloreddus (gnocchetti sardi), rendondo il sapore unico e
delizioso.
Inoltre,
spalmato su una fetta di pane carasau può essere un antipasto con i fiocchi.
ORISTANO,
FILU E’FERRU E PANI E’ SAPA
Ecco un tipico liquore sardo, il suo luogo di “ nascita” e la ricetta di un dolce, su Pani e’ Sapa (Pan di Sapa) un po’
complicato da preparare ma delizioso da gustare :)
Filu e’ ferru
Filu e’ferru o acquavite prende il nome da una
pratica usata in passato per nascondere il prodotto distillato
clandestinamente: si metteva l’acquavite in un recipiente che poi veniva
sotterrato e per individuarne la posizione, gli si legava un pezzo di fil di
ferro che sporgeva dal terreno. La si ottiene da vinacce selezionatissime. La
più rinomata è prodotta nelle zone dell’entroterra e dell’oristanese.
Oristano
Oristano (Aristanis in sardo), capoluogo di
provincia, è situata nel centro occidentale della Sardegna. E' una cittadina
molto bella in particolare per la sua maestosa torre di Mariano che si trova
nel centro della piazza Roma, eretta nel 1290, una delle due principali porte
d'ingresso della cinta muraria.
Un’ altra grande attrattiva e' la statua di Eleonora d'Arborea, famosa perché il suo sguardo è rivolto verso via Roma.
In piazza Mariano IV possiamo anche ammirare il monumento ai caduti.
Ad Oristano, inoltre, possiamo visitare alcune chiese come quella di Santa Lucia, famosa per il suo stile neoclassico. Poco distante da essa c’è la chiesa di Santa Chiara, edificata nel 1343, in stile franco-gotico, con una singola navata e l’abside quadrata ma Il più importante monumento religioso e' sicuramente la cattedrale di Santa Maria Assunta che venne distrutta durante un assedio e poi ricostruita. Della struttura originale rimangono solo: l'abside, il campanile e la cappella. La cattedrale gotica venne poi nuovamente abbattuta per far spazio a una cattedrale barocca.
Un’ altra grande attrattiva e' la statua di Eleonora d'Arborea, famosa perché il suo sguardo è rivolto verso via Roma.
In piazza Mariano IV possiamo anche ammirare il monumento ai caduti.
Ad Oristano, inoltre, possiamo visitare alcune chiese come quella di Santa Lucia, famosa per il suo stile neoclassico. Poco distante da essa c’è la chiesa di Santa Chiara, edificata nel 1343, in stile franco-gotico, con una singola navata e l’abside quadrata ma Il più importante monumento religioso e' sicuramente la cattedrale di Santa Maria Assunta che venne distrutta durante un assedio e poi ricostruita. Della struttura originale rimangono solo: l'abside, il campanile e la cappella. La cattedrale gotica venne poi nuovamente abbattuta per far spazio a una cattedrale barocca.
Oristano
possiede, inoltre, delle bellissime coste e spiagge slendide come quelle
di Is
Arutas, di Is Arenas e di San Giovanni di Sinis.
Pan di Sapa
Ingredienti
per 4 persone:
- Farina gr. 900
- Mandorle gr. 200
- Nocciole gr. 200
- Noci gr. 200
- Uva passa gr. 200
- Semola gr. 100
- Sapa 1 Litro
- Lievito di birra gr. 60
- Cannella gr. 20
- Buccia d’arancia grattugiata N. 1
- Chiodi di garofano 1 cucchiaino
Prima
che vi spieghi la preparazione del Pan di Sapa vi spiegherò cos’è la sapa.
La sapa o saba è un condimento
tipico della Sardegna, sapore tipico dell'alimentazione contadina.
È uno sciroppo d'uva che
si ottiene dal mosto appena pronto, di uva bianca o rossa, oppure dai frutti del fico d’india (Saba de figu
morisca), o più raramente dal corbezzolo e viene frequentemente utilizzata
nella preparazione dei dolci tipici. A Oristano invece è maggiormente utilizzata la
sapa di fico d'india. La sapa è detta anche “mosto cotto”.
Il mosto viene versato in un paiolo di rame insieme a mezza
dozzina di noci con il guscio che, rivoltandosi nel lento bollire, aiutano il
mosto a non attaccarsi al fondo del recipiente. La sapa è pronta quando si sarà
ridotta ad un terzo della sua quantità iniziale.
Risulta molto dolce e si conserva benissimo proprio grazie al
tenore zuccherino.
Preparazione:
Mischiare la farina e la semola, metterle in un
recipiente e impastare con la sapa fino ad ottenere un composto abbastanza
morbido. Intanto, far bollire i chiodi di garofano con un po’ d’acqua lasciare
intiepidire e filtrare l’acqua, poi unirla all’impasto insieme alle mandorle,
le nocciole e le noci precedentemente tostate, e l’uva passa ammollata
nell’acqua.
Quando il tutto è ben amalgamato metterlo su un
tavolo e lavorare manualmente la pasta, fino ad ottenere un composto morbido e
liscio. Aggiungere la cannella, la buccia d’arancia secca macinata finemente e
l’acqua di ammollo dell’uvetta. Procedere con la lavorazione aggiungendo altra
sapa finché la pasta si ammorbidisce ulteriormente.
A questo punto schiacciare con i pugni l’impasto e
disporlo in una conca di terracotta fino a che nella pasta si formano delle
bolle d’aria. Prima di finire, mettere il lievito e lasciare riposare al caldo
per due o tre giorni. La pasta è lievitata quando il suo volume risulta
raddoppiato, a questo punto si passa alla foggiatura; tagliare la pasta a pezzi
con un coltello, bagnare le mani con la sapa e formare pani rotondi non tanto
grandi, lasciare riprendere la lievitazione e mettere in forno caldo. A cottura
avvenuta, quando i pani saranno freddi, ungere la superficie con della sapa e
cospargere di diavoletti (palline di zucchero colorate).



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