Incontro con...

“Salve a tutti! Oggi vi proponiamo un'intervista fatta a Edward Farina, ex allievo dell' Alberghiero di Dronero. Terminati gli studi ha vissuto varie esperienze lavorative.. ha girato molti posti e per due anni si è fermato a Fossano per lavorare a Palazzo Righini ma ormai è di nuovo pronto per ripartire.. Volete scoprire per dove?

Cosa ti ha portato a scegliere la mansione del barman? “ All' inizio volevo fare cucina, anche se non ero molto bravo in quel settore.. comunque ho capito veramente in ciò che volevo specializzarmi attraverso il lavoro. Ho iniziato con sala fino ad arrivare a svolgere solo la mansione di barman, questo perchè mi piace avere un buon contatto con il cliente, poterci parlare, e perchè no, anche scherzarci.. avere cioè un rapporto più informale rispetto a quando si serve in un ristorante. Comunque sia, è sempre meglio saper fare un po' di tutto! “

Hai svolto concorsi su cocktail? “ Si.. ho fatto concorsi di ogni tipo: nazionali e internazionali. Per esempio, in un concorso in Sardegna, bisognava essere pronti sotto l'aspetto pratico ma anche teorico e alla fine sono arrivato al 2° posto. Nel 2007 ho partecipato a un concorso mondiale con semifinale a Rimini e finale in Malesia. Sono arrivato primo presentando un cocktail inventato da me, il Russian Peach. Nelle gare è molto importante la presentazione e il colore della bevanda che deve essere acceso. Una cosa particolare dei miei cocktail è che è sempre presente un ingrediente segreto [ top secret :) ] “ 

Che compiti svolgevi in Australia? “ Ho lavorato a Sydney all'Intermezzo Restaurant ( un ristorante italiano), come sommelier. “

Dopo essere rientrato in Italia hai deciso di lavorare a Palazzo Righini, come ti sei trovato? “ Mi son trovato bene. Inizialmente dovevo rimanerci per un paio di mesi e poi invece mi sono fermato per due anni. Mi sono trovato bene con tutto il personale e anche con il titolare, Flavio Ghigo, un ex professore dell'Alberghiero. “

Sappiamo che la tua prossima meta sara' la Nuova Zelanda. Quando partirai? In che citta' andrai? E in quale struttura lavorerai? “ Per la Nuova Zelanda partirò il 7 novembre 2013. Arriverò nell' Isola del Nord, precisamente a Auckland. Per il momento non so ancora dove andrò a lavorare; il mio obbiettivo è visitare Auckland e solo dopo inizierò a portare il mio curriculum alle strutture che mi interessano di più. “

Dall' Australia, sei tu che hai deciso di tornare in Italia? Ci vorresti tornare? Cioè.. perchè sei voluto andare in Nuova Zelanda e non sei voluto tornare in Australia? Tornare in Australia era più complicato per una questione di ' visti ' e poi avevo voglia anche di conoscere un nuovo paese. “

Hai intenzione di viaggiare o prima o poi fermarti e lavorare in un posto fisso? “ So che non potrò continuare a viaggiare per sempre ma finchè posso voglio continuare a farlo. Bisogna ricordare che non si può mai dire mai nella vita ;) “
 Alessandro & Valentina








Intervista al Professor Gallo



Il nostro insegnante di educazione fisica, quest’estate, ha vissuto un’esperienza indimenticabile e quindi non possiamo fare a meno di intervistarlo…

1)    Com’è stata la sua preparazione al viaggio?
 “ La parte più importante è stata quella di scegliere il percorso da svolgere. Ad esempio in Quebec abbiamo percorso la Routebec, una delle più belle piste ciclabili.
Con me ho portato la mia bici da viaggio, un fornellino e dei pentolini .”

2)    Data e luogo di partenza
“ Sono partito da Torino in aereo e sono atterrato a Toronto il 27 Giugno 2013”

3)    Durante il periodo che ha passato da solo, ha sofferto la solitudine?
“ No, sono stato molto bene per il fatto che dovevo cavarmela da solo nel parlare l’inglese e nel fare conoscenza con altre persone; ad esempio, nel campeggio di Santiago, alcune persone mi hanno invitato a cena. L’unico svantaggio è stato quello dei costi elevati perché mi dovevo pagare tutto da solo.”
    
4)    Quando e dove lo hanno raggiunto la Prof. Gervasini e il marito?
     “ Mi hanno raggiunto dopo due settimane a Toronto, una città molto “americana”  per via dei suoi grattacieli.”
 
5)    Com’è cambiato il viaggio?
     “ Essendo in tre ci dividevamo le spese, risparmiando così su molte cose. Perciò
      posso dire che dal punto di vista economico il viaggio sia migliorato.”
   
6)    Data e Luogo di arrivo
     “ Siamo arrivati ad Alifax il 22 Agosto e ci siamo rimasti 4 giorni: qui abbiamo                                                                    
     visitato la tomba del  ragazzo di Roccabruna, che faceva il cameriere sul Titanic.”

7)    Quanti chilometri ha percorso?
“ Ho percorso 4077 Km.”

8)    Qual è stato lo scopo del suo viaggio?
“ E’ stato quello di conoscere il Canada, di pescare il salmone, di vedere l’orso e le balene ma soprattutto di portare una targhetta commemorativa sulla tomba del ragazzo.”

9)    E’ riuscito a pescare il salmone?”
“No, il salmone non  l’ho pescato. Non ho visto nemmeno l’orso ma in compenso ho visto la balena azzurra grazie a un tour organizzato apposta con delle barche.”

10)                      Cosa le ha lasciato il viaggio dentro il cuore?
     “Di aver fatto una grande cosa sia fisicamente sia idealmente; ho avuto la                                  
  sensazione di poter fare grandi cose. Ho avuto la percezione che si può vivere in 
  modo differente in una società ricca come la nostra. In Canada i rapporti sono molto
  differenti dai nostri, ad esempio nelle famiglie e con i figli.”

11)                      Com’era la cucina?
“ E’ una cucina molto fritta, è molto usato il take away e i cibi confezionati. Abbiamo scelto una catena particolare di Fast food perché oltre ai cibi fritti c’erano anche le minestre e le insalate.”

Grazie per averci regalato una così bella avventura!
   
                                                                                              Ivana e Giulia




Ciao, oggi vi proponiamo un'intervista fatta ad Elia Bruno, un giovane studente dell'Alberghiero di Dronero, che ha la passione del circo!

-       Come ti è venuta la passione per il circo?
“ Da piccolo praticavo vari sport tra cui nuoto,tennis e judo. Cosi ho sviluppato da una parte il  fisico mentre dall'altra un lato artistico perché oltre agli sport suonavo il violino,il tamburo la batteria e tutto questo sempre in privato e non con la scuola.
Dopodiché, mia madre mi ha proposto di andare a scuola di circo e ho seguito il suo consiglio perché ero molto incuriosito e anche perché mi piace molto sperimentare. “
-       Come hai iniziato?
“ Ho iniziato da piccolo, all'età di 8 anni ed è cominciato come un gioco e uno studio di clowneria . Oggi frequento la scuola più grande d'Italia. Ogni componente della scuola è partito senza punto di riferimento a livello adulto, senza sapere dove o cosa fare e senza un obiettivo specifico. Eravamo seguiti da un ottimo maestro e in seguito quando Francesco Sgro ci ha visti ha iniziato anche lui a essere più presente.”
-         Quanti spettacoli avete fatto?
“ Negli ultimi 3-4 anni abbiamo creato 3 spettacoli. La prima esibizione consisteva in coreografie di danza e  tutti eravamo sempre in scena.
Il secondo si chiamava “ Nu (nous) “ ed è questo che ci ha fatto diventare più importanti. L'ultimo spettacolo è uscito quest'anno dal nome “ Only runners “ . E' innovativo ed è in stile contemporaneo!
Per fare bene questi spettacoli ci siamo allenati 8 ore al giorno ma ne è valsa sicuramente la pena anche perché siamo stati visti da Duncan Woi , rappresentante della scuola di circo americana e anche  consulente giovanile di una delle figure più importanti del circo. Le sue parole sono state: - “ Son stato invitato in Italia per portare l'esperienza americana. Mi sono trovato a Cuneo , una città che non sapevo nemmeno che esistesse. Ho assistito ad un festival di cui non avevo mai sentito parlare: ho visto “ Only runners “ composto da 20 giovani artisti da 14 ai 18 anni.  Mi avevano detto che l'Italia era 30 anni indietro, ma dopo questo spettacolo penso che sia 30 anni avanti e questi ragazzi dovrebbero venire in America a insegnarci! - “
-         Com' e stato per te scoprire il circo e aver trovato la passione in questo?
“ Per me è stata sia una buona occasione per poter viaggiare, ad esempio son stato a Parigi e quest'anno andrò in Danimarca ed è anche interessante perché si può diventare un esempio ed un obiettivo per i più piccoli.
E' bello poter arrivare a sentirsi realizzati per ciò che si fa e grazie al circo ho imparato molte cose tra cui andare avanti e non arrendermi solo perché non  riesco in un determinato esercizio:  bisogna provare e  riprovare, non limitarsi ma impegnarsi fino in fondo perché quando si vuole fortemente una cosa la si ottiene!
Inoltre, ho capito che noi  persone siamo fonti d'energia e che il circo è uno scambio di emozioni unite allo sport!”
  

                                                                       Alessandro & Valentina

Nessun commento:

Posta un commento